AscoltaMI: cos’è e come accedere allo sportello MIM

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) previene l’aumento dei disagi psicologici a scuola creando AscoltaMI, lo sportello online di supporto psicologico gratuito finanziato con un investimento di 8 milioni di euro. Primo colloquio gratuito.

La piattaforma web include professionisti abilitati. La consulenza aiuta anche ad affrontare le normali difficoltà dello studio di tutti i giorni, trovando strade efficaci per superare i disagi legati a DSA e autostima negli studenti delle scuole superiori.

Caratteristica Dettagli di AscoltaMI
Chi lo organizza Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM)
A chi è rivolto Studenti dell’ultimo anno delle scuole medie (secondarie di primo grado) e al biennio delle superiori (secondarie di secondo grado)
Fondi disponibili 8 milioni di euro
Quanto costa Completamente gratuito (pagato dal Ministero)
Come funziona Online, tramite videochiamate su piattaforma UNICA
Cosa offre Ascolto psicologico di base (orientamento e primo aiuto)

Cos’è AscoltaMI?

AscoltaMI è un sistema pensato su misura per rispondere ai bisogni delle generazioni Zeta e Alpha. Questo servizio di consulenza psicologica professionale funziona interamente su internet ed è pensato prima di tutto per i ragazzi delle scuole medie (secondarie di primo grado) e delle superiori (secondarie di secondo grado).

Il modo in cui è organizzato il servizio punta a superare tre ostacoli principali:

  • Ostacoli geografici: gli studenti che frequentano scuole in zone di montagna o isolate possono parlare con professionisti qualificati senza doversi spostare.
  • Ostacoli di tempo: prendere appuntamenti online permette di avere orari molto flessibili, che si incastrano bene con le lezioni scolastiche e lo sport.

I colloqui si svolgono in videochiamata tramite la piattaforma, garantendo lo stesso livello di privacy e sicurezza di uno studio vero e proprio.

Perché il supporto psicologico è importante per i ragazzi

I dati raccolti dall’Istituto Nazionale di Statistica mostrano che tra i ragazzi sono in forte aumento i disturbi legati all’ansia, alla tristezza profonda (depressione) e al rapporto con il cibo, come spiegato nel Rapporto BES 2024 dell’ISTAT. Il continuo paragonarsi agli altri, standard scolastici e sportivi sempre elevati portano i ragazzi a percepirsi come “sbagliati” o non all’altezza di modelli finti e impossibili da raggiungere.

AscoltaMI offre uno spazio privato in cui nessuno ti giudica. Questa libertà permette ai ragazzi di concentrarsi sulle proprie emozioni in totale tranquillità. Chiedere aiuto subito è il modo migliore per dare agli adolescenti gli strumenti giusti per difendersi dalle pressioni di tutti i giorni.

Come si accede al servizio AscoltaMI?

Entrare nel sistema è molto facile: basta usare le credenziali digitali che gli studenti usano normalmente, come lo SPID o le password della scuola.

Il servizio è aperto agli studenti dell’ultimo anno delle scuole medie (secondarie di primo grado) e al biennio delle superiori (secondarie di secondo grado). Per far partecipare un ragazzo minorenne, però, serve che i genitori o i tutori firmino un permesso scritto. Questa è una regola fondamentale per rispettare la legge sulla privacy e le regole che ogni psicologo deve seguire per proteggere i propri pazienti.

Procedura per accedere alla piattaforma

Per usare lo sportello sul portale Unica bisogna seguire dei semplici passaggi:

  1. Accesso: lo studente entra nel sito ufficiale del MIM o nell’area riservata della sua scuola usando il proprio SPID o la Carta d’Identità Elettronica (CIE).
  2. Scelta dello psicologo: il sistema fa vedere una lista di professionisti riconosciuti e molto esperti nel lavorare con i giovani. Tra i professionisti in elenco è presente anche il mio contatto, per offrire percorsi di consulenza pensati per supportare lo sviluppo emotivo dei giovani.
  3. Prenotazione: il ragazzo sceglie il giorno e l’ora per effettuare il primo colloquio conoscitivo.
  4. Il colloquio: la videochiamata avviene in una “stanza virtuale”, dove sarà garantita la totale privacy.

AscoltaMI è gratis?

Sì, il servizio non costa nulla per gli studenti e per le loro famiglie. A pagare i professionisti ci pensa il Ministero, che ha messo a disposizione 8 milioni di euro.

È importante sapere che questo sportello non è pensato per fare terapie psicologiche lunghe mesi o anni. Serve piuttosto come un “pronto soccorso emotivo”: ti ascolta, ti dà un aiuto immediato e, se serve, ti consiglia a chi rivolgerti nella tua città (come ad esempio i consultori) per continuare a stare meglio.

Quanti soldi sono stati stanziati per AscoltaMI?

Il budget totale messo a disposizione dal Ministero è di 8 milioni di euro. Questi soldi servono a coprire diverse attività indispensabili:

  • Sito web sicuro: per creare e mantenere attiva una piattaforma online protetta da hacker e rispettosa della legge sulla privacy (GDPR).
  • Esperti qualificati: per scegliere e pagare psicologi specializzati nei problemi tipici dei bambini e dei ragazzi.
  • Ricerca e miglioramento: per raccogliere dati anonimi (senza nomi) che aiutano a capire se il servizio sta funzionando bene e come poterlo migliorare.
  • Pubblicità: per fare in modo che tutti gli studenti e i genitori vengano a sapere che esiste questo sportello gratuito.

La privacy di AscoltaMI

Proteggere i fatti personali e le emozioni dei ragazzi è la cosa più importante in assoluto, perché solo così i giovani possono fidarsi davvero dello psicologo.

Nessun professore, preside o compagno di classe può entrare nelle stanze video o leggere gli appunti dello psicologo. Tutto quello che ci si dice durante l’incontro è protetto dal segreto professionale, una regola d’oro che ogni psicologo deve rispettare per legge.

La sinergia del supporto tra presenza e digitale

AscoltaMI non cancella gli psicologi fisici che già lavorano dentro le scuole, ma lavora insieme a loro per aiutare ancora più ragazzi. Ci sono situazioni in cui è necessario guardarsi negli occhi dal vivo, nella stessa stanza, e in quei casi la presenza fisica è fondamentale.

L’obiettivo finale è creare una rete unita: l’aiuto su internet fa da “ponte” per far conoscere ai ragazzi i servizi sanitari veri e propri che esistono nella loro città, come i consultori familiari o i centri per ragazzi dell’ASL, in modo che nessuno venga lasciato solo.

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